sabato, 22 dicembre 2007, ore 00:19
postato da Strangecaos in versi presi in prestitoP.link

Parole
Perché tu mi oda
le mie parole
a volte si assottigliano
come le orme dei gabbiani sulle spiagge.
Collana, sonaglio ebbro
per le tue mani dolci come l'uva.
E le vedo lontane le mie parole.
Più che mie esse son tue.
Si arrampicano sul mio vecchio dolore come l'edera.
Si arrampicano così sulle pareti umide.
Sei tu la colpevole di questo gioco sanguinoso.
Esse fuggono dal mio rifugio oscuro.
Tu riempi tutto, tutto.
Prima di te popolarono la solitudine che occupi,
e sono abituate più di te alla mia tristezza.
Ora voglio che dicano ciò che voglio dirti.
Perché tu oda come voglio che m'oda.
Il vento dell'angoscia ancora le trascina.
Uragani di sogni a volte ancora le abbattono.
Senti altre voci nella mia voce addolorata.
Pianto di vecchie bocche, sangue di vecchie suppliche.
Amami, compagno. Non abbandonare. Seguimi.
Seguimi, compagno, in quest'onda di angoscia.
Ma vanno tingendosi del tuo amore le mie parole.
Tu occupi tutto, tutto.
Ne farò di tutte una collana infinita
per le tue mani bianche, dolci come l'uva.
(Pablo Neruda)

sabato, 22 settembre 2007, ore 15:07
postato da Strangecaos in brividi, sfogliando le pagine di un libroP.link

Non ti muovere...

"Eccola, Italia, questa è mia figlia, questa è quella che è nata, e tu alza la testa, Angela, fatti vedere, dì ciao alla signora, dì ciao a quella regina.Mi somigia, vero Italia?Ha quindici anni, ha il sedere un po' grosso, è stata magra magra, e adesso, da un anno, ha il sedere un po' grosso. E' l'età.E' una che mangia fuori pasto, e non si allaccia il casco.Non è perfetta, non è speciale, è una come tante. Una a caso nel mondo.Ma è mia figlia, è Angela. E' tutto quello che ho. Guardami, Italia, siediti su questa sedia vuota che ho dentro, e guardami.Davvero sei venuta a riprendermela?Non ti muovere, voglio dirti una cosa. Voglio dirti cosa è stato. Quando tornai indietro e ripresi le orme che avevo lasciato. Non avevo più emozioni, non avevo dolore, non avevo conforto. Ma Angela è stata più forte di me, più forte di te. Voglio dirti cos'è l'odore di un neonato in una casa, è qualcosa di buono che si attacca alle pareti, che si attacca dentro. Mi avvicinavo alla sua culla, e restavo lì, accanto a quella testa sudata. Si svegliava e già rideva, si succhiava un piede. Mi guardava fissa con lo sguardo sfondato dei neonati. Mi guardava come te. Era come una stufa, era benefica. era nuova e crocchiante, era un regalo. Era la vita. E io non avevo il coraggio di stringerla. Un aereo sta passando nel cielo, tra pocco atterrerà. C'è una donna che piange lì sopra, una donna di cinquantatrè anni, un po' ingrassata, con una piccola borsa di pelle sotto il mento, quella è mia moglie. Il suo odore è invecchiato nel mio naso. Sta guardando una nuvola, sta guardando sua figlia. Taglia quella nuvola,Italia, tagliala come una cicogna. Restituiscimi Angela."



(Non ti muovere. Margaret Mazzantini)
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lunedì, 10 settembre 2007, ore 05:43
postato da Strangecaos in versi presi in prestitoP.link

"Mi Piaci Quando taci"

"Mi piaci quando taci perché sei come assente,

e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.
Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell’anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.
Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.
Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.
Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così."


(Pablo Neruda.)                           

giovedì, 01 febbraio 2007, ore 00:34
postato da Strangecaos in versi presi in prestitoP.link

"Les Chats"


Les amoureux fervents et les savants austères
aiment également, dans leur mûre saison,
les chats puissants et doux, orgueil da la maison,
qui comme eux sont frileux et comme eux sédentaires.

Amis de la science et de la volupté,
ils cherchent le silence et l'horreur des ténèbres;
l'Érèbe les eût pris pour ses coursiers funèbre,
s'ils pouvaient au servage incliner leur fierté.

Ils prennent en songeant les nobles attitudes
des grands sphinx allongés au fond des solitudes,
qui semblent s'endormir dans un rêve sans fin;

leurs reins fécond sont pleins d'étincelles magiques,
et de parcelles d'or, ainsi qu'un sable fin,
étoilent vaguement leurs prunelles mystiques.

E se qualcuno non parlasse il francese ecco la traduzione...

Gli ardenti innamorati e i severi sapienti
amano gli uni e gli altri, quando l'età declina,
i forti e dolci gatti, vanto della cucina,
che sono al par di loro freddolosi e indolenti.


Amici della scienza e della voluttà
essi cercano l'ombre, i silenzi, i misteri;
li avrebbe scelti l'Erebo per funebri corrieri,
ma il loro orgoglio  al giogo inchinarsi non sa.

Quando in nobili pose giaccion pensosi e immoti,
paiono grandi sfingi che i deserti remoti
smemora a poco a poco un sogno senza fine.


Dai loro lombi guizzano magici lampi a mille,
e pagliuzze dorate, come una sabbia fine,
vagamente gli screziano le mistiche pupille.

 

-Charles Baudelaire-



mercoledì, 08 novembre 2006, ore 03:54
postato da Strangecaos in brividi, versi presi in prestitoP.link

Bambino che non ho


"Bambino che non ho, figlio mai nato,
cerchero di spiegarti tutto ciò che ti ho evitato.
Il parto, inanzitutto, e il dolore

di saperti espulso dall'amore.
 La paura di venire abbandonato,
quei vagiti lunghi
come i fischi dei treni notturni nelle stazioni secondarie,
e il suono, il suono delle parole indecifrabili
che ti impongono la loro dizione.
E i birignao intollerabili

con cui ti si rivolgono le persone.
La prima volta che la tua mamma uscirà la sera.
Il terrore che non tornerà più.
Ti ho evitato la vergogna di fartela sotto a scuola,
gli altri che ridono e ti mettono alla gogna.
La fatica di sollevare la prima matita come un macigno,
e il ghigno dei grandi quando deformi le parole.
Ti ho evitato il freddo quando piove
la paura dei tuoni dei fantasmi delle streghe,
e poi le prime beghe: quando un compagno ti dirà
"Tuo padre è ubriaco" oppure
"Noi siamo molto più ricchi di voi"
e ti faranno vergognare della tua famiglia e del tuo nome.
Io ti ho evitato, piccolo, l'angoscia di un cognome
e delle ombre che comporta e poi,
diciottenne al primo amore,
la sconfitta di attendere dietro una porta lei che non ti vuole.
E l'assillo del primo impiego,

l'offesa di tutte le file burocratiche,
i soprusi di chi comanda e l'arroganza dei potenti.
Io ti ho evitato tutte le litigate, le sgridate
il dolore di quando moriranno tuo padre e tua madre,
la solitudine del deserto, quella provocata dall'invidia,
dal tradimento, quella solitudine
che ti farà percorrere tutte le vie dell'anima.
E poi, da vecchio lo sgomento
per aver tanto vissuto e sofferto e gridato e amato,
inutilmente, in cambio di niente, inascoltato.
L'elenco potrebbe continuare, ma è un'inpresa inutile,
come catalogare le gocce del mare. Inutile,
perchè il dolore più grande, tuo padre non te l'ha evitato.
Il dolore di non essere nato."

(Jack Folla-Alcatraz-)


Ogni volta questa poesiami provoca un brivido, forte, intenso, è cruda e bellissima, senza inutili sofismi o buonismo fuori luogo...

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mercoledì, 08 novembre 2006, ore 03:46
postato da Strangecaos in personaleP.link

Doverose presentazioni


E' tardi, molto tardi, fra poco le prime luci dell'alba inizieranno ad illuminare questa città che ora dorme più o meno silenziosa...

Così, mentre il sonno non mi raggiue creo questo nuovo blog, nel quale i miei pensieri, la mia persona si riverserà con le parole di altri...

Questo sarà un blog di citazioni, di estratti da libri, di versi non miei, ai quali, a volte, aggiungerò piccoli commenti personali...

Se avete la pazienza e la voglia di segiurmi in questo viaggio attraverso le parole imparerete a conoscermi, e a comprendere quest'anima persa nei meandri della vita...

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