"Les Chats"
Les amoureux fervents et les savants austères
aiment également, dans leur mûre saison,
les chats puissants et doux, orgueil da la maison,
qui comme eux sont frileux et comme eux sédentaires.
Amis de la science et de la volupté,
ils cherchent le silence et l'horreur des ténèbres;
l'Érèbe les eût pris pour ses coursiers funèbre,
s'ils pouvaient au servage incliner leur fierté.
Ils prennent en songeant les nobles attitudes
des grands sphinx allongés au fond des solitudes,
qui semblent s'endormir dans un rêve sans fin;
leurs reins fécond sont pleins d'étincelles magiques,
et de parcelles d'or, ainsi qu'un sable fin,
étoilent vaguement leurs prunelles mystiques.
E se qualcuno non parlasse il francese ecco la traduzione...
Gli ardenti innamorati e i severi sapienti
amano gli uni e gli altri, quando l'età declina,
i forti e dolci gatti, vanto della cucina,
che sono al par di loro freddolosi e indolenti.
Amici della scienza e della voluttà
essi cercano l'ombre, i silenzi, i misteri;
li avrebbe scelti l'Erebo per funebri corrieri,
ma il loro orgoglio al giogo inchinarsi non sa.
Quando in nobili pose giaccion pensosi e immoti,
paiono grandi sfingi che i deserti remoti
smemora a poco a poco un sogno senza fine.
Dai loro lombi guizzano magici lampi a mille,
e pagliuzze dorate, come una sabbia fine,
vagamente gli screziano le mistiche pupille.
Bambino che non ho
"Bambino che non ho, figlio mai nato,
cerchero di spiegarti tutto ciò che ti ho evitato.
Il parto, inanzitutto, e il dolore
di saperti espulso dall'amore.
La paura di venire abbandonato,
quei vagiti lunghi come i fischi dei treni notturni nelle stazioni secondarie,
e il suono, il suono delle parole indecifrabili
che ti impongono la loro dizione.
E i birignao intollerabili
con cui ti si rivolgono le persone.
La prima volta che la tua mamma uscirà la sera.
Il terrore che non tornerà più.
Ti ho evitato la vergogna di fartela sotto a scuola,
gli altri che ridono e ti mettono alla gogna.
La fatica di sollevare la prima matita come un macigno,
e il ghigno dei grandi quando deformi le parole.
Ti ho evitato il freddo quando piove
la paura dei tuoni dei fantasmi delle streghe,
e poi le prime beghe: quando un compagno ti dirà
"Tuo padre è ubriaco" oppure
"Noi siamo molto più ricchi di voi"
e ti faranno vergognare della tua famiglia e del tuo nome.
Io ti ho evitato, piccolo, l'angoscia di un cognome
e delle ombre che comporta e poi,
diciottenne al primo amore,
la sconfitta di attendere dietro una porta lei che non ti vuole.
E l'assillo del primo impiego,
l'offesa di tutte le file burocratiche,
i soprusi di chi comanda e l'arroganza dei potenti.
Io ti ho evitato tutte le litigate, le sgridate
il dolore di quando moriranno tuo padre e tua madre,
la solitudine del deserto, quella provocata dall'invidia,
dal tradimento, quella solitudine
che ti farà percorrere tutte le vie dell'anima.
E poi, da vecchio lo sgomento
per aver tanto vissuto e sofferto e gridato e amato,
inutilmente, in cambio di niente, inascoltato.
L'elenco potrebbe continuare, ma è un'inpresa inutile,
come catalogare le gocce del mare. Inutile,
perchè il dolore più grande, tuo padre non te l'ha evitato.
Il dolore di non essere nato."
(Jack Folla-Alcatraz-)
Ogni volta questa poesiami provoca un brivido, forte, intenso, è cruda e bellissima, senza inutili sofismi o buonismo fuori luogo...
Doverose presentazioni
E' tardi, molto tardi, fra poco le prime luci dell'alba inizieranno ad illuminare questa città che ora dorme più o meno silenziosa...
Così, mentre il sonno non mi raggiue creo questo nuovo blog, nel quale i miei pensieri, la mia persona si riverserà con le parole di altri...
Questo sarà un blog di citazioni, di estratti da libri, di versi non miei, ai quali, a volte, aggiungerò piccoli commenti personali...
Se avete la pazienza e la voglia di segiurmi in questo viaggio attraverso le parole imparerete a conoscermi, e a comprendere quest'anima persa nei meandri della vita...